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Imprese Italiane ancora lontane dalle vendite online

Solo il 10% delle aziende italiane vende online, nonostante una crescita del 15% degli acquisti online da parte degli italiani

Il settore degli acquisti online in Italia, nel 2019 supererà i 30 miliardi di euro, il 15% in più del 2018 e un +31% rispetto al 2017 , secondo le previsioni di Netcomm, tuttavia sono ancora poche le pmi che hanno sufficienti competenze per sfruttare questo non più nuovo business.

Gli italiani che acquistano online invece sono in forte crescita e il valore degli acquisti online è passato dai 16 miliardi di euro del 2015 ai 28 nel 2018, di cui 4 miliardi rappresentano le vendite verso clienti non residenti in Italia.
Stando alle previsioni, in solo 4 anni gli acquisti online sono raddoppiate, ma rappresenta solamente il 7% degli acquisti dei prodotti da parte del pubblico italiano.

Fanalino di coda in Europa

La media degli acquirenti online in Europa è stimata al 68%, mentre in Italia ci fermiamo solo al 44% della popolazione contro l’86% del popolo anglosassone.

Perchè siamo così lenti?

Anche a livello mondiale l’Europa è ultima nel settore delle vendite online.
Il problema italiano invece è una primordiale diffidenza e timore nei confronti delle transazioni online, il timore di una truffa è sempre nel pensiero di chi acquista, ma questa è dettata da una scarsa conoscenza e un’ignoranza cronica nonché pigrizia nel conoscere e imparare il nuovo, tipica della nostra cultura.
La diretta conseguenza è, come è stato in passato per eBay e PayPal, lo è oggi per AMAZON, che chi acquista online si rivolge unicamente all’offerta del leader nel commercio elettronico, pensando e ritenendo di risparmiare e invece non fa altro che alimentare gli interessi di una multinazionale residente in un paradiso fiscale, senza andare invece a privilegiare le aziende italiane che offrono prodotti a prezzi più bassi di AMAZON, ma che purtroppo non godono della medesima visibilità.

Perchè le aziende italiane non si propongono online?

Più difficile capire le motivazioni per le quali le pmi italiane non si affacciano a questo mercato in crescita, nonostante la massiccia presenza di aziende che propongono servizi qualificati per coadiuvare e fornire adeguata digitalizzazione alle imprese.


Occorre dire che nonostante il crescente numero di agenzie e freelance che offrono servizi per il commercio online, la qualità e l’ampiezza di offerte è di difficile comprensione da parte delle pmi, che si trovano differenze di prezzi con una forbice ampissima e rendono poco percepibile l’effettivo valore economico e qualitativo delle offerte, che spingono a rimandare la decisione o che scegliendo solo in base al costo, si ritrovano con servizi digitali non sufficienti ad una perfomance che le spinga ad investire in tale direzione.

Inoltre spesso le pmi vedono l’attività online come un ulteriore costo invece che un’estensione della propria entità, che ha un potenziale di crescita importante.
Le pmi e i piccoli imprenditori, costretti dalla crisi nei vari settori, a ridimensionare le proprie risorse anche in termini di personale, vedono come un aggravio, l’espansione verso il mondo online, perché ritengono, sbagliando, di dover assumere o impiegare risorse nuove per la gestione di tale ambito, non conoscendo quali sono le vere incombenze e i potenziali ricavi di questa opportunità.

Cosa potrebbe spingere le pmi imprese nell’espandersi al commercio online?

Il governo ha offerto negli anni diverse tipologie di sovvenzioni e contributi alle pmi che decidevano di fare un percorso di digitalizzazione, tuttavia questi contributi non sono mai stati concretamente e qualitativamente pubblicizzati o richiedevano comunque alle imprese un investimento iniziale importante e pochi hanno sfruttato queste opportunità

Altro discorso che non è solo italiano e che vale per tutte le imprese e non solo quelle che lavorano online, è una necessaria politica europea di armonizzazione e equiparazione in una tassazione omogenea, che non crei una impari concorrenza tra le aziende europee e tra i diversi Stati.

Ovviamente quanto sopra, seppur rappresenta una reale necessità, non è responsabilità delle pmi, che nonostante questa situazione globale, dovrebbero affrontare in modo serio e determinato la digitalizzazione della propria impresa, essendo un passaggio obbligato e indispensabile per poter sopravvivere e restare al passo dei tempi e delle nuove generazioni di consumatori.

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Il mio IP in blacklist

Una delle situazioni più frequenti che può verificarsi, se non si gestisce in modo attento la scelta del proprio servizio di hosting o dell’attività di mailing e mail marketing, è che il tuo IP finisca nelle liste nere mondiali ovvero nelle blacklist.

Cosa sono le blacklist e a cosa servono

Le Blacklist sono delle liste di IP e domini che vengono compilate da organizzazioni dedite alla prevenzione e repressione dello spam in rete.
Queste organizzazioni contribuiscono a bloccare tutto il traffico che, tramite segnalazioni degli utilizzatori e algoritmi di controllo, risulti fonte di spam su internet.
I provider di posta, oltre ad avere le proprie blacklist, utilizzano, tramite abbonamenti, le blacklist delle organizzazioni più affidabili per limitare la consegna delle email considerate provenienti da indirizzi non affidabili.

Quali sono i motivi che possono far bannare il mio IP?

I motivi che possono portare al ban un indirizzo IP, possono essere molti, ma sicuramente il più frequente e ricorrente è causato dall’uso scorretto dell’attività di invio email.

Altri motivi possono essere attività di scripting che vengono compiute da software o nel peggiore dei casi in conseguenza ad un hackeraggio del proprio sito web.

In questo articolo prenderemo in considerazione il motivo più comune, ovvero, l’attività di mailing.
Vedremo come verificare se il proprio dominio è nelle blacklist e come rimuovere il proprio IP o dominio dalle blacklist.

….a volte i colpevoli dello spam per il quale il nostro IP viene inserito nelle blacklist, non siamo noi

Se possediamo un hosting e il nostro IP è condiviso da più domini, l’attività scorretta di altri può condizionare la reputazione del nostro IP e di conseguenza del nostro dominio.

Per questo motivo è importante anche la scelta del giusto fornitore di spazio web ( Come scegliere l’Hosting ) e utilizzare i software e servizi dedicati per l’attività di marketing tramite email.

Quali sono le conseguenze per il mio sito se l’IP è nelle blacklist?

Oltre a questo e se non si risolve la situazione in tempi brevi, la conseguenza diretta è un calo della reputazione del proprio nome dominio, che viene assimilata dai motori di ricerca che penalizzeranno sia il dominio coinvolto che tutti i domini presenti sul quello specifico IP.

Quando il vostro IP viene segnalato negli elenchi delle organizzazioni ANTISPAM, la conseguenza immediata è il blocco della consegna dei messaggi di posta.

Come faccio per verificare se il mio IP è nelle blacklist?

A volte non ci si rende conto che il proprio IP è stato listato nelle blacklist fino a quando non si ricevono messaggio dai provider di posta che hanno bloccato la consegna delle tue email o ti rendi conto che le tue email non vengono consegnate.

Tuttavia è buona consuetudine, periodicamente, controllare tramite i servizi di verifica delle blacklist, se il proprio dominio o il proprio IP è segnalato.

I tool online, da noi scelti, che ti permetto di verificare se il tuo IP è presente nelle blacklist sono:


Come faccio per rimuovere il mio IP dalle blacklist?

Qualora il vostro IP sia presente nelle liste e indicato come segnalato o con bassa reputazione, sempre tramite questi tool online, è possibile tramite procedure indicate dall’organizzazione, richiedere la rimozione da questi elenchi.

Talvolta vengono richieste anche informazioni supplementari, che devono essere inviate in modo corretto e in inglese.

Se non siete sicuri di aver compreso quali informazioni chiedono o se non sapete cosa inviare, non fatelo! Chiedete consulenza ad un professionista, perché inviare informazioni errate può rallentare la procedura di rimozione o peggio ancora aggravare la situazione.

In rete è possibile trovare moltissimi altri siti e tool che vi permettano di fare i controlli e risolvere i problemi, tuttavia quelli da noi segnalati sono quelli più attendibili e di ampio spettro.

Come evitare che il proprio IP venga elencato nelle blacklist?

Una corretta scelta del servizio di Hosting e una corretta attività di mail marketing, nel rispetto delle normative internazionali in materia di pubblicità e rispetto della privacy, nonché l’uso di strumenti e servizi dedicati, allontanerà sicuramente il rischio di vedere il vostro IP elencato nelle blacklist e di non avere conseguenze sulla vostra attività online.
Andiamo nello specifico:

IP in blacklist a causa del servizio di Hosting

Spesso alcuni fornitori del servizio hosting, usano utilizzare lo stesso IP per più domini ospitati nei server e di norma questo non è un problema, ma qualora sullo stesso IP vengano ospitati siti web di scarsa reputazione o che effettuano attività scorrette di qualsivoglia natura, tutti i domini presenti su quel determinato IP, né subiranno le conseguenze.
Se ti interessano maggiori informazioni sulla scelta dell’hosting trovi qui un nostro articolo che tratta questo tema.

IP in blacklist o bassa reputazione a causa di attività di SPAM

Come detto in precedenza, la causa più frequente per il quale un IP venga segnalato nelle blacklist è la conseguenza di più segnalazioni ad attività di spam.
Escludendo quanto indicato al paragrafo precedente, ovvero l’eventuale conseguenza derivante da un IP condiviso e consideriamo che l’attività scorretta sia la nostra attività di mail marketing

.Come già detto, le organizzazioni ANTISPAM compilano le liste tramite segnalazioni e algoritmi di monitoraggio del traffico.
Uno dei controlli tipici è la verifica della quantità di email inviate in un determinato periodo di tempo e quali sono le risposte dei provider di posta ( caselle postali inesistenti, errate, piene, segnalazioni spam, autorisponditori e altro ) che vanno ad attribuire un rank alla lista di distribuzione, qualora questo non rispetti gli standard e accada ripetutamente, si avvia la procedura di Ban e inserimento alle liste nere.


La normativa sulla privacy prevede che le mail vadano inviate esclusivamente a chi vi ha fornito l’autorizzazione, tuttavia, inutile nascondersi, molti hanno liste email compilate e provenienti da mille fonti o risorse, altri addirittura acquistano liste da aziende dedite a questo tipo di attività, ma purtroppo, queste liste spesso non sono attendibili o qualitative e sono la prima causa del ban, aggravato dall’uso ripetuto di uno stesso IP.

Per ovviare parzialmente a questi problemi e fare un’attività di mail marketing di qualità, occorre utilizzare specifici software o servizi appositi, che oltre a fornirvi servizi accessori utilissimi anche per la creazione dei contenuti delle email pubblicitarie, si preoccuperanno per voi di inviare e instradare le vostre email, utilizzando tecniche che tuteleranno la vostra reputazione e vi forniranno anche report analitici sui risultati delle vostre campagne pubblicitarie, segnalandovi prontamente tutte quelle situazioni che potrebbero compromettere la qualità del vostro brand

Un buon servizio di mail marketing vi consentirà di migliorare la vostra professionalità e la vostra reputazione, tenendovi al riparo da spiacevoli situazioni.

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Scegliere Hosting per ecommerce

Come scegliere l’Hosting per un ecommerce?

Sin da quando abbiamo iniziato la nostra attività di commercio online e creato il nostro primo ecommerce, il problema hosting è sempre stato il più importante.

Agli inizi, come tutti i novizi, non volevamo spendere troppo per un nuovo progetto di cui non avevamo certezze, e abbiamo perso ore e intere giornate a cercare lo spazio web, leggendo qua e la ma facendo sempre riferimento al costo e prestavamo poca attenzione al servizio che ci veniva offerto.

Il vero problema era quello di comprendere cosa effettivamente ci veniva dato per il prezzo indicato dai vari fornitori di servizi

Il primo ostacolo è stato capire la differenza tra Hosting, VPS, Cloud e Server Dedicato.
La seconda grande incognita era capire quali erano realmente le risorse del servizio che ci veniva offerto che poi indicavano la reale qualità nel funzionamento del nostro ecommerce

Ben presto ci siamo resi conto che molti fornitori di servizio infiocchettavano la loro offerta con addons e servizi paralleli che poco o nulla servivano al nostro scopo e che mai avremmo usato, relegando quelle che effettivamente erano le caratteristiche di nostro interesse al fondo dell’offerta, in moda da dare poco peso e visibilità a queste ultime.

Inutile poi dire che ci siamo ritrovati anche fornitori di servizi che pubblicizzavano il servizio come VPS o Server Dedicato, ma nel concreto ci offrivano un semplice hosting all’interno del loro server con risorse condivise e ip condivisi da altre decine se non centinaia di siti web anche di dubbia entità e che la geolocalizzazione di queste macchine era dall’altra parte del mondo…

Scegliere tra Hosting, VPS, Cloud o Server Dedicato

La scelta sul servizio a cui accedere, che dipende anche e sopratutto da chi fornisce questo prodotto, va calmierata secondo quelle che sono le reali esigenze del momento e quelle che potrebbero essere nel futuro a medio termine, andando quindi a scegliere una soluzione che sia scalabile e gestita direttamente dal fornitore di servizi.

Un ecommerce di nuova creazione trova una base buona sia in un hosting che in una VPS o in un Cloud.
Il server dedicato è prettamente consigliato a chi ha dimestichezza con Linux e con i vari compiti che un sistemista deve assolvere, o che ha numerosi siti e applicazioni da gestire, come potrete capire non è adatto a chi inizia un nuovo progetto di cui non ancora definito la dimensione.

Di norma chi inizia e non ha competenze tecniche per poter gestire un cloud o una VPS, sceglie la soluzione Hosting, questo permette di poter gestire i file del suo progetto tramite FTP e amministrare direttamente il proprio database tramite il phpmyadmin, configurare le opzioni base del proprio servizio.

Di fatto la soluzione Hosting però consiste in uno spazio di cui le risorse (RAM, CPU, Disco) sono condivise con altri utenti e gestite e bilanciate dal fornitore dei servizi.
Idealmente questa soluzione è valida se il fornitore dei servizi è serio e vi offre un “reale” IP dedicato o condiviso con altri siti attendibili.

Se il vostro ecommerce prevede sincronizzazioni con cataloghi dei fornitori, sincronizzazioni con marketplace, automatismi, un alto numero di prodotti gestiti e un traffico importante derivante da pubblicità o servizi terzi di promozione, la scelta obbligata è come minimo quella di una VPS, perchè vi permette di avere risorse definite e uniche per il vostro ecommerce e non vanificare quindi l’investimento pubblicitario che fate.

Perché questa particolare attenzione a questo ultimo punto? Semplice, ipotizzate di avere decine di visitatori online sul vostro shop, visitatori che navigano e fanno ricerche di prodotti, clienti che aggiungono prodotti al carrello e avviano la procedura di checkout, che d’improvviso trovano il sito lento, la prima reazione è di abbandonare il negozio e cercare altrove.

Così oltre alla mancata vendita, avete fatto anche brutta figura….

La VPS è quindi il giusto equilibrio tra le varie scelte per un nuovo progetto ed è facilmente scalabile o trasferibile su un server dedicato qualora fossero necessarie risorse più importanti.


Cosa deve dare un buon fornitore di spazio web per ecommerce

Prima di tutto il fornitore di spazio web, hosting o VPS o qualsiasi altra forma deve dirvi in modo chiaro:

  • quali sono le caratteristiche della macchina su cui è ospitato il vostro sito
  • il numero delle CPU disponibili
  • la quantità di RAM che vi viene dedicata
  • lo spazio in Gigabyte che vi viene riservato
  • se la gestione e l’aggiornamento della VPS è di sua responsabilità o se a voi delegata
  • se avete la realmente la possibilità di accedere alla configurazione e modifica delle configurazioni dei file PHP e dei parametri del server
  • ma sopratutto se l’IP è condiviso o dedicato

Qualora sia condiviso, il numero e il tipo degli altri utilizzatori dell’IP, questo per evitare che la reputazione del vostro IP e conseguentemente del vostro nome domino possa essere condizionato dai motori di ricerca o addirittura terminare nelle blacklist mondiali per attività scorrette di terzi.

Diffidate dai fornitori di servizi che non vi indicano o non vi forniscano questo tipo di informazioni se richieste, potreste trovarvi di fronte a fornitori di servizi che per guadagnare di più o per tenere i prezzi dei servizi più aggressivi, sovraccaricano i server ospitando più siti web di quelli che la macchina può sostenere


FaqEcommerce offre servizi di Hosting, VPS e gestione dedicata di spazi web su macchine configurate per offrire le migliori prestazioni per siti realizzati con Worpress ed ecommerce Prestashop, nelle nostre macchine ospitiamo esclusivamente siti web di aziende e professionisti, non cediamo spazio a privati e effettuiamo costanti monitoraggi delle attività e del traffico sui nostri server con lo scopo di prevenire problematiche di vario genere e di segnalare ai nostri clienti eventuali necessità di incremento delle risorse, grazie alla nostra decennale esperienza.

Se desideri maggiori informazioni, una consulenza o un preventivo per utilizzare i nostri servizi di Hosting o VPN, non esitare a contattarci.

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Vendere in Dropshipping

vendere senza magazzino e massimizzare i guadagni

Che cosa è il Dropshipping

Il Dropshipping è un sistema di vendita senza magazzino, che permette al venditore di offrire ai propri clienti una vasta gamma di prodotti senza accollarsi i costi di magazzino e logistica, abbattendo drasticamente i costi che ne derivano.

In sostanza la vendita con il sistema di Dropshipping garantisce al venditore un guadagno netto, che incassa immediatamente, al netto del costo che sosterrà per l’acquisto e la spedizione dell’oggetto al proprio cliente.

Nel dettaglio, questo tipo di attività si compone di tre attori: Cliente, Venditore e Fornitore.

Il venditore si occupa di proporre al pubblico e pubblicizzare ai suoi clienti, i prodotti messi a disposizione dal fornitore.
Al concretizzarsi di una vendita, il venditore incassa dal cliente il prezzo pattuito nella vendita e quindi inoltrerà l’ordine al fornitore che provvederà a spedire al cliente finale in forma anonima l’oggetto acquistato, incassando dal venditore il prezzo pattuito.

Questo tipo di vendita quindi elimina il passaggio della merce da più magazzini riducendo quindi i costi e permettendo al venditore un maggior guadagno o di poter offrire un prezzo più competitivo.

Come Trovare Fornitori Dropshipping

Il Dropshipping negli ultimi anni è diventato un fenomeno sempre più diffuso, grazie alla crescita del settore ecommerce, delle vendite online e del contestuale calo di attività fisiche tradizionali;
molte aziende produttrici e di distribuzione all’ingrosso hanno gradualmente ampliato la loro offerta commerciale anche verso questa tipologia di attività, consentendo loro di poter mantenere fatturati accettabili e continuativi da piccole imprese, andando così a diversificare anche i rischi connessi alle precedenti modalità delle condizioni economiche tipiche dei pagamenti a medio lungo termine.

Non tutte le aziende però pubblicizzano sui propri siti questa modalità di business, perché in taluni casi sono ancora legati mentalmente al vecchio sistema o semplicemente per limitare i contatti e creare un filtro che serve a rallentare e adeguare il proprio impianto logistico per far fronte alla diffusione di tale modalità di commercio.

Per questo motivo, se sei alla ricerca di fornitori in Dropshipping, il nostro consiglio, avendolo noi stessi attuato questo tipo di attività, è di allargare la propria ricerca online di fornitori, anche ad imprese che non lo propongono, sopratutto se il vostro interesse è verso una particolare nicchia commerciale, non esitate a contattare le aziende, proponendovi con educazione e dimostrando competenza specifica nel commercio, altresì provate anche sul territorio, nelle aree industriali e commerciali della vostra zona, potreste scoprire alcune risorse a pochi passi da casa vostra, che fino a ieri nemmeno conoscevate e in alcuni casi vi potreste trovare prodotti unici con i quali non avrete nemmeno il problema della competizione sul prezzo, tipica di chi utilizza i classici fornitori reperibili online con delle semplici ricerche.

contattare le aziende, proponendovi con educazione e dimostrando competenza specifica nel commercio

Consigli su come presentarsi ai fornitori

La prima impressione è quella che conta.

Quando vi presentate alle aziende con le quali desiderate intraprendere una collaborazione o ottenere una fornitura, siate sempre educati e non aggressivi, del resto sono loro che vi daranno da lavorare e non viceversa….

Non serve presentarsi con lunghe email dove mostrate i vostri canali di vendita o esaltate i milleuno marketplace che usate…. Non esaltate che siete dei venditori su AMAZON, per molte aziende AMAZON è il diavolo!!!

Il primo contatto è sempre consigliabile essere fatto telefonicamente e mai via email, quel tipo di email, spesso vengono archiviate se non cancellate, di rado si ottiene risposta.

Presentatevi come aziende interessate a commercializzare i prodotti, e fate parlare loro, cercate di capire quale è il loro livello di informatizzazione, quali sono le loro modalità operative, in modo da poter capire se c’è un margine per ottenere strumenti più utili al vostro tipo di attività, come per esempio file csv o inventari completi e dettagliati, ma sopratutto le scorte e i loro aggiornamenti.

Infine ricordatevi che sono loro che vi danno da lavorare e che siete voi che avete bisogno di loro, pertanto non cercate mai di imporre le vostre dinamiche ma pensate a modificare o adattare le vostre per meglio interagire con il fornitore.

Importanza dell’ eCommerce nel Dropshipping

Molti fornitori, escludono eventuali candidature per la fornitura a coloro che operano esclusivamente sui marketplace o che non hanno una definita area commerciale in termini di tipologia di prodotti.

Presentarsi con un buon ecommerce, curato e organizzato è fondamentale per ottenere forniture, oggi, a differenza di alcun anni fa, l’ecommerce è visto di buon occhio, ma la competenza e la conoscenza è aumentata notevolmente e pertanto i commerciali vanno a verificare se il vostro negozio online è fatto bene e curato, oppure se sia semplicemente una vetrina, e poco ci impiegano a vedere se siete dei venditori improvvisati o se lavorate con serietà…

un buon ecommerce è il primo biglietto da visita sia per il cliente che per il fornitore

Gestione dei Cataloghi CSV e delle importazioni degli inventari fornitore

La modalità tipica e consolidata di chi lavora con il sistema di vendita in Dropshipping è l’uso di cataloghi CSV, XLS, XML che permettono di importare i prodotti, le schede tecniche, le immagini, prezzi e disponibilità dei fornitori sul proprio ecommerce, con il quale poi poter anche sincronizzare i marketplace.

Non esistendo uno standard universale per i formati di questi file inventario, in quanto ogni azienda offre un diverso tipo di formato e diverse modalità di recupero dei file, che sono legate tipicamente alle agenzie web e in particolare al professionista che si occupa per loro della realizzazione di questi tracciati, è spesso difficile normalizzare e importare nei propri sistemi ecommerce questi inventari.

Il nostro consiglio è quello di farvi assistere da professionisti che possano garantirvi una corretta traduzione e omologazione di questi flussi e automatizzarne l’aggiornamento, garantendovi quindi una qualità nel risultato finale che apparirà sul vostro ecommerce, ma sopratutto che vi può garantire il costante aggiornamento di prezzi e quantità dei prodotti.

Noi di Faqecommerce facciamo questo da molti anni e possiamo garantirvi che le casistiche che ci sono capitate, sono impressionanti e spesso sia i fornitori che i venditori, sottovalutano l’importanza della corretta importazione dei dati, che sono invece la parte più importante per una corretta e performante attività commerciale.

Conclusioni e Riflessioni

Per concludere questo articolo, riteniamo di poter consigliare il sistema di Dropshipping totale o anche parziale a tutte le aziende che operano online come venditori, e anche e sopratutto nel caso di produttori e grossisti a pensare di ampliare le proprie modalità di vendita a questo fenomeno che ogni giorno aumenta.
Ribadiamo che il segreto di una buona attività in Dropshipping è la modalità e i contenuti dei flussi dei dati di inventario che vengono scambiati e forniti tra venditori e fornitori.

Se sei un venditore e necessiti di professionisti competenti nella gestione dei file fornitore o se sei un produttore o grossista e desideri ampliare il tuo canale di vendita o di ottenere una buona gestione dei flussi del tuo inventario verso i tuoi rivenditori, non esitare a contattarci per una consulenza o un preventivo.

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Realizzare eCommerce

I dubbi e le domande di chi vuole avviare un eCommerce.

Nel corso degli anni, ci sono state fatte molte domande ricorrenti da clienti o persone intenzionate ad avviare un’attività online di vendita di prodotti, da quelle più assurde a quelle più specifiche e che dimostravano una certo potenziale nel futuro commerciante, talvolta le domande ci sono state poste anche da consolidati venditori online che cercavano nuove strade per far crescere la propria attività.
Cercheremo quindi in questo, e negli altri articoli collegati di questo blog, di rispondere ai quesiti e ai dubbi che attanagliano i venditori online nelle scelte per un eCommerce che funzioni.

Cercheremo di elencare e rispondere alle domande per ordine di ricorrenza e seguendo anche un filo logico che porta alle nostre conclusioni dettate dall’esperienza diretta personale e dei clienti che in questi anni si sono affidati a noi per i propri negozi online, senza tralasciare anche i casi in cui il progetto è fallito, perché una giusta e onesta analisi DEVE tenere in considerazione anche i casi negativi.

Iniziamo quindi dalla più banale e ricorrente delle domande, alle quali è sempre stato molto difficile rispondere senza mancare di educazione.

Quanto si guadagna?

Mentre vado a scrivere la risposta a questa domanda, focalizzo il sorriso sarcastico di chi leggerà questo articolo, ma immaginatevi di dover rispondere faccia a faccia a questo domanda, sopratutto quando è la prima che vi viene posta dal potenziale cliente…. ma passiamo alla risposta.

Considerando che il commercio elettronico oggi non è più una moda o una novità, ma è diventato una consolidata risorsa per molte persone che ricercano i prodotti e non solo il risparmio come succedeva alcun anni fa, il potenziale dei clienti è in costante crescita.

Il guadagno di un eCommerce è condizionato da molteplici fattori e variabili, la prima tra tutte è la scelta della categoria merceologica che si intende proporre, questa è una discriminante importante, perché unita poi all’eventuale nicchia commerciale, potrà fare la differenza se pensare ai volumi di vendita per garantirsi un giusto guadagno oppure andare ad intercettare l’interesse del cliente medio-alto che è disposto a spendere per un servizio di qualità e il prodotto da lui desiderato.
Inoltre il guadagno va anche valutato in funzione di quelli che dovranno essere gli investimenti in termini di pubblicità e visibilità, nonché dei sistemi di ausilio informatico e delle risorse terze che si andranno ad affiancare all’attività (commercialista, personale, logistica o abbonamenti a forniture per beni o servizi).
Un eCommerce spesso viene visto come un’entità astratta, ma in concreto è completamente assimilabile ad un’attività di commercio fisica e reale, che ha i propri costi fissi che né differiscono nella forma ma non nella sostanza.

Un discorso leggermente differente va fatto per coloro che scelgono la strada del Dropshipping, questa modalità di lavoro, per coloro che non la conoscessero si basa sulla modalità di acquisto sul venduto, ovvero si acquista la merce solo dopo aver già effettuato la vendita e incassato il denaro.
Grazie a questa modalità si riducono in modo consistente i rischi legati all’impresa, non avendo un magazzino e talvolta nemmeno un ufficio, ma facendo il tutto dalla cucina di casa propria, ovviamente non è tutto oro quello che luccica, legato a questo sistema ci sono anche dei lati negativi, meglio descritti nell’articolo dedicato, uno tra questi è la necessità di avere un sistema che mantenga aggiornato il proprio catalogo con quello del fornitore o dei fornitori e pertanto il minor rischio si trasforma in una maggiore necessità di avere una struttura informatica adeguata alle necessità.

In concreto il guadagno dipende da cosa si vende, dove si vende, dove si acquista, quale modalità di vendita si intende percorrere e quanto tempo ed investimento si intende impegnare in questa attività.

Come trovo i prodotti da vendere?

Se non sei già un titolare di un’attività commerciale e pertanto hai i tuoi prodotti, li produci o li acquisti da grossisti e fornitori vari, devi sapere che il commercio elettronico non è altro che un’estensione o un diverso metodo di vendita di quello tradizionale.
Detto questo puoi cominciare a contattare le aziende, i grossisti e i produttori della tua zona, li puoi trovare tramite google, nel giro delle tue conoscenze o andare in camera di commercio e chiedere elenco delle aziende.
In alternativa puoi estendere la tua ricerca alle aziende online che praticano il dropshipping, con queste aziende puoi partire immediatamente e senza alcun investimento di acquisto di prodotti.
Attenzione, puoi anche praticare il dropshipping parziale, con aziende locali con le quali puoi fare accordi e occuparti tu della spedizione, risparmiando magari nei costi logistici, facendo un buon accordo con le imprese che effettuano servizi di Corriere Espresso.

Meglio iniziare a vendere su eBay e AMAZON oppure creare un eCommerce?

Questa è la domanda più importante e che molti spesso non fanno.

AMAZON oggi è indiscutibilmente padrone del mercato e della visibilità sui motori di ricerca e nei comparatori di prezzi, tanto che l’Antitrust ha aperto recentemente un’istruttoria circa la sua posizione dominante (leggi qui articolo TGCOM) e sui social si possono trovare decine e decine di promotori di corsi o consulenze per la vendita su AMAZON.

eBay dal suo canto, ha negli anni passati subito il ritardo nell’evoluzione dei suoi sistemi di vendita e della sua identità, ma recentemente è corsa ai ripari e sta progressivamente migliorando e implementando strumenti atti a contrastare il dominio di AMAZON e i primi risultati si cominciano a vedere.

Il tuo eCommerce ovviamente non potrà competere con i colossi di cui sopra, ma con la giusta cura, sicuramente potrai ritagliarti la tua fetta di clienti, che non amano acquistare da queste multinazionali e che sono coscienti di poter acquistare altrove a prezzi migliori, in quanto i venditori non hanno le commissioni di procurata vendita che i marketplace richiedono.

In conclusione sia eBay che AMAZON sono canali che necessariamente occorre percorrere perché possono contribuire ad incrementare la tua notorietà e il tuo brand ( che ovviamente deve ricondurre al tuo ecommerce tramite le ricerche google ) ma è fondamentale affiancare a questi canali un ecommerce professionale e che trasmetta sicurezza ai nuovi clienti e ai clienti che ti hanno conosciuto sui marketplace.

Ma la cosa più importante è che un tuo eCommerce può e deve diventare il centro nevralgico del tuo business anche sui marketplace, ovvero è il tuo strumento per poter mantenere sincronizzati tutti i marketplace, dove scaricare gli ordini e i clienti, che ti permetteranno di poter avere sotto controllo anche le statistiche di vendita, archiviare le informazioni dei clienti che ti saranno utili per attività di marketing diretta.

In conclusione l’ecommerce è il punto di partenza di tutto.

Come spedisco i prodotti venduti?

Per le spedizioni dei prodotti venduti, puoi utilizzare inizialmente servizi online che offrono convenzioni con i corrieri, per poi passare a contattare direttamente le aziende di trasporto e stipulare direttamente dei contratti che a fronte di un buon numero di spedizioni, ti permetteranno di accedere a tariffe decisamente più vantaggiose, aumentando così il tuo margine di guadagno.

Quale software CMS utilizzare?

Ci sono moltissimi CMS ( content management system – strumento software, il cui compito è facilitare la gestione dei contenuti di siti web ) che ti permettono in piena autonomia di poter creare un ecommerce da zero, senza particolari conoscenze tecniche. Tra questi possiamo nominare Prestashop, Magento, Woocommerce, Spotify e molti altri minori.
Ognuno di questi ha pregi o difetti e, ognuno di questi ha caratteristiche talmente differenti che è difficile fare un paragone o una comparazione.
Per scegliere è giusto guardare alla community che lavora alle spalle di questi CMS per poter avere una maggiore scelta, qualora doveste ricorrere ad un professionista per interventi cui non siete in grado di affrontare in autonomia.
Ovviamente quando affermiamo “senza particolari conoscenze tecniche” stiamo dicendo una mezza verità, per quanto questi software consentano quasi a chiunque di operare autonomamente, i risultati di successo di un ecommerce “artigianale” o “selfmade” sono rarissimi se non praticamente nulli… Ci sono moltissimi fattori che possano inficiare il lavoro anche dello smanettone più bravo, come per esempio la scelta dell’hosting, la scelta dei moduli o plugin, le modifiche non conformi agli standard del cms e altro ancora.
Per questo motivo, è consigliabile rivolgersi da subito a freelance o agenzie che realizzano negozi online per professione, perché anche se il costo è sensibilmente superiore a quello che preventivereste nel farlo in autonomia, ma l’esperienza ci insegna che nel 99% dei casi, chi prova da solo o abbandona o spende soldi e perde tempo fino a quando decide di affidare il lavoro e farsi assistere da un professionista, e quei soldi spesi non si recuperano, perché mettere a posto un ecommerce è più oneroso che farlo nuovo.
In ultima affidarsi ad un professionista significa anche avere una consulenza su quelli che devono essere gli step indispensabili per poter ottenere dei risultati.

La nostra Azienda ha scelto Prestashop, per la sua vivace community europea e per la continua evoluzione del progetto.

Come faccio a far trovare il mio negozio ai clienti?

Ci sono molti modi per essere visibili, da quelli gratuiti (efficaci a lungo termine) e quelli a pagamento (più veloci ma comportano un costo).
Bisogna differenziare tra:
– la cosidetta “ricerca organica” ovvero la ricerca tramite i motori di ricerca ai quali il proprietario del negozio, deve segnalare la sua esistenza tramite appositi strumenti
– i referall che possono essere i comparatori di prezzo, gli annunci pubblicitari (facebook, google e altri) ai quali si possono aggiungere anche siti di annunci, forum, blog di terzi che promuovono il vostro negozio con sistemi di affiliazione o accordi commerciali.
Distribuzione di volantini nei pacchi spediti o altre campagne di tipo pubblicitario con aziende specifiche.
Ma qualsiasi attività di tipo pubblicitario atta a far confluire traffico sul proprio ecommerce, deve necessariamente essere coadiuvata da un buon lavoro strutturale e tecnico sul negozio che deve prendere in considerazione, velocità e semplicità di navigazione, una buona fase di checkout per evitare abbandoni spontanei, una giusta collocazione delle chiavi di ricerca utili ai motori di ricerca per potervi posizionare e mostrare a potenziali clienti.